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STUDIOWEB sAluti e Baci | 23 maggio 2013 | GUARDA LA REPLICA

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Speciale PRONTO PESCARA con il Pres. DANIELE SEBASTIANI | 11 febbraio 2013 - GUARDA LA REPLICA

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Ascoli amarissima per il Delfino: i biancazzurri escono sconfitti 3-0 (reti 22’pt Papa Waigo e 31’pt sfortunato autogol di Zanon, 42’st Papa Waigo) con entrambe le azioni che hanno portato ai gol ascolani viziate da posizioni di fuorigioco più che sospetto non sanzionate dalla terna arbitrale. La gara nelle Marche lascia in dote, inoltre, anche la squalifica di Gessa (espulso per proteste, era in panchina) e Cascione (diffidato, è stato ammonito nella prima frazione di gioco). Una brutta battuta di arresto per i biancazzurri che hanno molto da recriminare sulla direzione di gara ma anche per un primo tempo disputato a ritmi blandissimi e con poca inventiva offensivamente. Il derby si conferma dunque stregato, almeno nella serie cadetta, per i dannunziani in terra picena.

Confermate in toto le anticipazioni di ForzaPescara.tv circa le due formazioni: nel 3-5-2 ascolano, Andelkovic, Sbaffo e Soncin vincono i rispettivi ballottaggi con Giovannini, Ilari e Falconieri mentre nel Pescara Togni è il vice Verratti (squalificato) e Maniero il vice Immobile (infortunato). Calcio d’inizio affidato ai padroni di casa che nel primo tempo difendono la porta posizionata sotto la curva che ospita la rappresentanza dei tifosi pescaresi. Al 1’ prova subito l’imbucata centrale Sbaffo ma Romagnoli chiude senza problemi. Chiaro sin dalle battute iniziali il copione tattico del derby con il Pescara a condurre le operazioni e l’Ascoli a serrare i ranghi e tentare di ripartenza le sortite in grado di infilare la retroguardia dei biancazzurri, oggi in completo da trasferta blu. Al 14’, calcio di punizione dalla destra calciato da Di Donato, Peccarisi è puntuale con il colpo di testa ma Anania blocca agevolmente la traiettoria centrale dell’incornata. Al 19’, Insigne è pescato in area di rigore palle alla porta, controlla e prova la rovesciata che termina fuori non di molto: è l’unica occasione dannunziana dei primi 20’ di gioco, connotati da ritmi di gioco bassi che hanno reso il match poco vibrante ed esteticamente non gradevole per i 1200’’ iniziali. Al 22’ Ascolano in vantaggio: lanciato Soncin in sospetta posizione di off side sulla trequarti, l’attaccante bianconero si invola verso la porta pescarese rincorso da Capuano e Romagnoli e poi appoggia per Papa Waigo che non ha problemi a trafiggere Anania. Le vibranti proteste dei biancazzurri sulla posizione di Soncin producono l’espulsione di Gessa, allontanato dalla panchina. La partita si accende ed al termine di una concitata azione (Andelkovic salva su Cascione al 24’) scoppia un parapiglia con l’arbitro Ciampi che ammonisce il diffidato Cascione che dunque salterà la gara con il Bari. Al 28’, ci prova Insigne da fuori area ma Guarda blocca senza patemi la conclusione centrale di Lorenzinho. Al 30’, un calcio franco da ottima posizione è cqlciato dallo spcialista Togni che tuttavia non inquadra lo specchio della porta ascolana. Sula successiva azione, L’Ascoli raddoppia: scatta Sbaffo sul filo del fuorigioco, anche lui in sospetta posizione di off side, aggira anche Anania e calcia colpendo il palo con la sfera che sbatte su Zanon ed entra in rete (31’). La partita si incanala dunque su binari dorati per l’Ascoli che, forte del duplice vantaggio, può agire ancor di più di ripartenza sfruttando le prateria che un Pescara frastornato inevitabilmente concede ulteriormente. Al 37’, Papa Waigo in sospetta posizione di fuorigioco (una costante del match il giocare sul filo dell’off side per i piceni) appoggia per Soncin la cui conclusione è respinta da Anania. Il Pescara non riesce a rendersi pericoloso dalle parti di Guarna e presta il fianco agli indiavolati inserimenti del trio offensivo bianconero (Sbaffo-Papa Waigo-Soncin). Al 42’, Capuano in scivolata evita che il pallone pervenga a Papa Waigo a centro a rea al termine dell’ennesimo contropiede orchestrato da Sbaffo scattato sul filo del fuorigioco ma certamente in posizione regolare questa volta. Dopo 1’ di recupero l’arbitro manda le due squadre al riposo: il Pescara probabilmente più brutto dell’anno, fragile difensivamente al di là delle situazioni molto dubbie di fuorigioco non sanzionato ed inconcludente offensivamente, dopo i primi 45’ è sotto di due reti.

Al rientro delle squadre in campo, Zeman manda sul terreno di gioco Bocchetti per Balzano dal 1’. Sembra avere un piglio diverso, un po’ più aggressivo, il Delfino in avvio di secondo tempo ma i padroni di casa hanno gioco facile, almeno inizialmente, ad imbavagliare le trame biancazzurre e a ripartire di rimessa. Al 10’, su una ribattuta della retroguardia bianconera la sfera termina a Nielsen appostato al limite ma l’immediata conclusione del danese trova la pronta respinta in tuffo di Guarna. Al 13’, fraseggiano bene centralmente Insigne e Maniero, la palla filtra sulla destra per Sansovini che trova sulla sua strada Guarna in uscita bassa a sbarrargli la possibilità. Zeman opta per un secondo cambio al 14’: out Togni e dentro Kone con Cascione che diventa play e Nielsen che passa a destra. Al 17’, Sansovini non impatta in modo vincente di testa un ottimo cross di Zanon vanificando lì occasione.  Fatica a fuoriuscire dal proprio guscio l’Ascoli nonostante l’azione del Pescara non sia eccessivamente forsennata e tambureggiante: Zeman al 19’ gioca la carta Caprari in luogo di Sansovini (Silva risponde con Pasqualini per Soncin, coprendosi ulteriormente) . Al 20’, ci prova Nielsen dalla lunga distanza ma ancora Guana è pronto per la deviazione in calcio d’angolo (corner senza esiti). Al 25’, bella azione di marca pescarese sull’asse Nielsen-Maniero con il danese che libera al tiro Insigne, defilato a sinistra, ma la conclusione del gioiellino partenopeo è debole e non crea problemi a Guana. E’ Nielsen il più pericoloso del Pescara: un suo colpo di testa su ribattuta ascolana da cross di Zanon termina tuttavia sul fondo (27’; un minuto dopo Silva avvicenda Sbaffo con Ilari, subito ammonito per brutto fallo su Cascione). Al 34’, Insigne suggerisce da posizione centrale l’inserimento per Kone sulla destra, ma il rasoterra dell’ivoriano non trova compagni pronti alla deviazione; un minuto dopo, Nielsen centra il palo alla destra di Guarna da lontano. Al 42’ tris ascolano: è ancora Papa Waigo ad involarsi sul filo del fuorigioco e a bucare la rete biancazzurra per il gol che chiude definitivamente il match. Kone a tu per tu con Guarna avrebbe la possibilità di accorciare ma il suo colpo ti testa è deviato in corner : dagli sviluppi del calcio d’angolo, Caprari è liberato al tiro ma la sua conclusione è debole (45’; un minuto dopo ci prova Insigne, invano). Nei 5’ di recupero (insidiosa punizione di Insigne da segnalare) i tentativi biancazzurri non sortiscono l’effetto di regalare almeno una rete ai supporters abruzzesi presenti sugli spalti: al triplice fischio dell’arbitro Ciampi, il delfino esce sconfitto per 3-0.

Ascoli – Pescara 3:0

Marcatori: 22’ Papa Waigo (A), 31’ aut. Zanon (A), 42’ st Papa Waigo (A)

Ascoli: Guarna, Andelkovic (34’ st Giovannini), Peccarisi, Faisca, Scalise, Di Donato, Sbaffo (28’ st Ilari), Parfait, Tomi, Papa Waigo, Soncin (19’ st Pasqualini). All. Silva. A disp. Maurantonio, Falconieri, Romeo, Gerardi.

Pescara: Anania, Zanon, Romagnoli, Capuano, Balzano (1’ st Bocchetti) Nielsen, Togni (14’st Kone), Cascione, Sansovini (19’ st Caprari), Maniero, Insigne. All. Zeman. A disp. Ragni, Gessa, Brosco, Perrotta.

Arbitro: Sig. Ciampi di Roma coadiuvato dagli assistenti Melloni e Vivenzi (IV Ufficiale: sig. Palazzino di Ciampino).

Ammoniti: Togni, Cascione, Insigne (P), Tomi, Ilari (A)

Espulsi: 22’ pt Gessa (P) per proteste (il centrocampista era in panchina)

Note: presente in tribuna, oltre agli ex Franco Oddo e  Ivo Iaconi ed altri addetti ai lavori, il Sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia. Spettatori tot: 5.513, incasso tot. euro 62.103,42

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