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23 Ago 2012
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Quando pensi a Rocco Pagano ti vengono in mente le sue cavalcate sulla fascia, la maglia sudata, il calciatore di cui ogni tifoso va fiero. Ricordi l’esordio vincente a San Siro con l’Inter, ricordi il gol alla Juve, ricordi le emozioni di anni vissuti insieme intensamente.  Il tempo tra Rocco Pagano e il Pescara non sembra si sia mai fermato, un amore che continua nel tempo, perché le passioni, quelle vere, non muoiono mai.

13 settembre 1987 – 26 agosto 2012. 25 anni dopo alla prima giornata di campionato si ripresenta, seppur a parti inverse, Pescara – Inter. Corsi e ricorsi della storia. Uuando hai appreso la notizia, che hai pensato?

Sicuramente una bella sensazione, perché ti fa ritornare con la mente indietro nel tempo ad una partita che il Pescara è andato a vincere a San Siro dando tanta gioia ai tifosi e a tutti quanti noi.

Al 13’ della ripresa di quel Inter-Pescara, Pagano si invola, semina il panico e costringe i difensori dell’Inter al fallo da rigore. Che ricordi hai di quei momenti?

Un bel momento. Queste sono immagini che effettivamente sto rivedendo tramite qualche trasmissione sportiva e sono cose belle che rimangono sicuramente dentro ognuno di noi, sia per chi era in campo e per chi era fuori dal campo.  Penso che sono stati davvero indimenticabili per tutti quei momenti. Dal rigore poi procurato è nato il raddoppio.

Entriamo negli spogliatoi di quella gara. Cosa vi disse Galeone prima di entrare in campo e al termine della partita?

Prima di entrare in campo c’era molta emozione, non c’era paura o cose simili, ma davvero solo tanta emozione. Già quando arrivi due ore prima ed entri sul terreno di San Siro è una sensazione fantastica: lo stadio più bello d’Italia, tu che ti affacci per la prima volta in un campo di Serie A, quindi era comprensibile essere emozionati. Però poi l’emozione è passata subito, perché in campo c’era la voglia di far bene e di divertirsi. Ed infine è stato tutto perfetto. Al termine della gara, invece,  ci veniva da ridere. Ci guardavamo in faccia, e a parte il fatto che eravamo molto felici, ci veniva veramente da sorridere come per dire “ma che cavolo abbiamo combinato”? Siamo riusciti a fare una cosa che non avrebbe mai immaginato nessuno.

Stesso entusiasmo di 25 anni fa, stessa voglia di stupire. Cosa si sente di consigliare, Rocco Pagano, ai giocatori del Pescara, che tra le altre cose annovera molti esordienti in Serie A?

Ognuno di noi prima di entrare in campo ha un suo modo per caricarsi, per concentrarsi. Penso che ogni giocatore deve cercare di divertirsi prima di tutto, sapendo che di fronte ha una signora squadra ed è solamente una cosa piacevole affrontarla. Disogna abbandonare la paura, perché in queste cose non deve esserci, anzi si devono godere i 90’.

Domenica si riparte. L’avversario è lo stesso di 25 anni fa, cambiano gli interpreti ma si spera che il finale sia lo stesso, per scrivere un’altra pagina vincente della storia biancazzurra. 

Commenti   

 
0 #1 delfinocurioso 2012-08-23 16:55
Io c'ero, gran bella partita che ricordo sempre molto volentieri. Galvani e Baka hanno zittito Zenga e compani. I tifosi interisti hanno applaudito il Pescara dopo il secondo goal realizzato su rigore. L'ironia della sorte vuole che domenica non vado all stadio perchè non ho trovato il biglietto lunedì scorso, ma farò il tifo. Io ci credo, Palacio è squalificato, Cassano non è in forma e saranno spompati dalla Romania. Vinceremo 2 1 Celik e Bjarnasson
 

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