
Il ciclismo, l’Abruzzo, Pietro Scibilia e le vittorie: Francesco Moser, presente nella nostra Regione in qualità di vincitore del Premio Masciarelli 2012, ci ha regalato alcuni ricordi. L’occasione è fornita dunque dalla cerimonia di premiazione a San Martino sulla Maruccina. , «Il campione, l’uomo che ha dato lustro allo sport italiano, portandolo ai vertici del mondo, ha saputo trasferire la capacità di sacrificio, quella di innovare e tecnologica, bagaglio sostanziale della sua preparazione e competenza, in una attività, come quella vitivinicola, esaltandone la qualità produttiva e la promozione».
Con questa motivazione il Premio “Gianni Masciarelli” è andato quest’anno al celebre ciclista Francesco Moser. Il riconoscimento in memoria del vignaiolo martinese scomparso nel 2008 è stato consegnato lo scorso 4 agosto da Marina Cvetic nel corso di un Consiglio comunale straordinario celebrato nella piazza del Municipio di San Martino sulla Marrucina. Nell'albo d'oro della manifestazione il nome del grande ciclista trentino, l'italiano che ha vinto più gare e terzo assoluto nella storia mondiale delle due ruote, segue quelli dei giornalisti Gad Lerner e Bruno Vespa e del fotografo pubblicitario Oliviero Toscani.
Il Campione apre il libro dei ricordi così: «sono felice ed onorato di essere qui per ricevere il premio dedicato alla memoria di Gianni Masciarelli», «in un luogo che mi ricorda piacevoli momenti. Ai piedi del Block House, qui sulla Maiella, presi la maglia rosa al termine di una tappa combattutissima nell’anno nel quale vinsi il Giro, nel 1984 (anno nel quale a Città del Messico stabilì anche il record dell’ora, ndr), ma già nel 1974 conobbi queste zone. Scalando il versante nord del Block House fummo colti da una grandinata, fu una tappa durissima davvero», ricorda sorridendo con il volto che si illumina. «Con l’Abruzzo ho un rapporto particolare, ho molti amici qui, dal mio vecchio compagno Palmiro Masciarelli al vecchio Presidente Scibilia, per il quale ho corso per il team Gis. A Pescara vinsi il mio primo campionato italiano nel 1975 e poi per altre due volte il Trofeo Matteotti».
E’ tra gli sportivi più noti e vincenti della storia italiana, ma nella sua vita c’è spazio anche per altro. «Io ed i miei fratelli siamo nati e cresciuti nelle vigne di mio padre», dichiara con orgoglio, «che faceva un ottimo vino. La storia della Cantina Moser nacque da lì, credo, ben prima dunque che con il ritiro di mio fratello Diego dalle corse nel ’76 ci dedicammo veramente a questa attività. In Trentino, come qua in Abruzzo, c’è la cultura dell’enologia tra cantine private e cantine sociali».
Foto: Alessandro Germano